Un mio amico ha passato un sabato sera in casa da solo: è stato tutto il tempo su Facebook. Che tristezza. Altro che metterci in contatto: Facebook ci isola. Inoltre fa leva su una specie di vanità e di autocompiacimento. Pubblicando una mia foto particolarmente bella con l’elenco dei miei prodotti preferiti, posso costruirmi un’immagine artificiale per avere in cambio sesso o semplicemente approvazione. “Mi piace Facebook”, mi ha detto un amico. “Una volta ho pure rimediato una scopata”. È un sito che incoraggia una competitività inquietante. Oggi sembra che nell’amicizia non conti la qualità, ma solo la quantità: più amici hai, meglio stai.
Mi sento molto solo nella mia battaglia. Facebook ha 59 milioni di utenti. Cinquantanove milioni di coglioni.
E spegneteli ogni tanto sti cazzo di computer, scendete in strada. Solo lì è la vita vera. Altrimenti di questo passo, quando vi sembrerà di avere davanti una persona interessante dal vivo, non saprete più come comportarvi. Non avendo una tastiera tra le mani rimarrete in silenzio. E riuscirete unicamente a mettervi in posa. Come se gli occhi di chi vi sta di fronte non fossero occhi, ma obiettivi fotografici.
bombay, “59.000.000 di coglioni”