Nel 2005 scoprii in un convegno internazionale l’esistenza di Globalvoices, nato da un progetto universitario animato da Rebecca MacKinnon ed Ethan Zuckermann.
La prima, ex giornalista CNN, raccontò di come, stanca di dover riportare dall’Asia solo le notizie ritenute più notiziabili negli USA, decise che non era quello il giornalismo più corretto e onesto possibile, anzi, e che se a parlare fossero state direttamente le popolazioni oggetto delle notizie che lei avrebbe voluto dare, sarebbe stato meglio, molto meglio per tutti.
E’ partendo da questo ragionamento che è nato e s’è affermato Globalvoices, sito che grazie alla collaborazione di varie “antenne” sparse in ogni angolo di terra, raccoglie, traduce e pubblica le migliori storie di vita e politica raccontate da blogger attivi in tutto il mondo, con un riguardo speciale per terzo mondo, paesi sottosviluppati e oppressi da censure di regime. In parecchi casi le voci di questi blogger sono le uniche che giungono dalla parte cool della barricata, senza filtri, soggettive, ma uniche e fondamentali per conoscere e capire.
Globalvoices è uno splendido e raro caso di informazione diversa, alternativa, nuova, capillare, migliore spesso di quella ufficiale tanto contestata da chi ha un blog ma raramente messa in difficoltà da chi, con tanti e tali strumenti a disposizione (blog, video, podcast, foto), potrebbe osare un po’ di più.
Ma noi siamo pigri, l’italiano medio legge l’inglese a fatica, se lo legge, e siccome può bastare molto meno per rinunciare ad approfondire le sorti di parti di mondo alle quali siamo per lo più indifferenti finché non ne troviamo tracce sotto casa, Globalvoices fino ad oggi è rimasta risorsa per pochi.
Uno spreco.
Ecco, da oggi non ci sono più scuse.
Grazie al lavoro del giornalista e traduttore Bernardo Parrella (qui intervistato a riguardo da Apogeonline), è stata appena lanciata la versione italiana del sito.
Sta lì, piena di informazioni, alla portata di chiunque voglia sapere, farsi un’idea e rilanciare, su blog, giornali, tv, varie ed eventuali.
Che nella fanga, comunque, più si sa meglio si lotta.
(Diego Bianchi, “Globe Blogger”)