Lo spleen di Mompracem è un apocrifo salgariano. Una cisti nata e cresciuta nell’interstizio narrativo fra due romanzi del ciclo dei Pirati della Malesia. Un’anomalia fra le pieghe di un corpus di storie anomale anch’esse. Salgari, a cavallo fra Ottocento e Novecento, proponeva all’italietta postunitaria un nugolo di eroi inediti: pirati, indigeni, reietti, strenui avversari della colonizzazione inglese nel lontano Oriente. Lo spleen di Mompracem pone quegli stessi eroi, e in particolare Yanez – l’alter ego di Salgari – a confronto con nuove questioni, tutte dei nostri giorni.