Poltriamo in tutte le cose,
fuorché quando amiamo e quando beviamo,
fuorché quando poltriamo.
(Lessing)
Una strana follia possiede le classi lavoratrici delle nazioni in cui regna la civiltà capitalistica. Questa follia porta con sé miserie individuali e sociali che, da secoli, torturano la triste umanità. Questa follia è l’amore per il lavoro, la passione morbosa per il lavoro, spinta fino all’esaurimento delle forze mentali dell’individuo e della sua progenie. Invece di reagire contro questa aberrazione mentale, i preti, gli economisti, i moralisti hanno sacro-santificato il lavoro. Uomini ciechi e ottusi hanno voluto essere più saggi del loro Dio; uomini deboli e spregevoli hanno voluto riabil itare ciò che il loro Dio aveva maledetto. Io, che non mi proclamo cristiano, economo e morale, rimetto il giudizio su costoro al loro Dio; quello sulle prediche della loro morale religiosa, economica e liberista lo rimetto alle spaventose conseguenze della società capitalista.
[…]
Se la classe operaia si sollevasse non per reclamare i «Diritti dell’uomo», che non sono altro che il diritto allo sfruttamento capitalista, ma per chiedere una legge che vieti a ogni uomo di lavorare più di tre ore al giorno, allora davvero la Terra, tremando di allegria, sentirebbe schiudersi un nuovo universo.