Bit worker, media activist

Toh, il mio tumblelog - appunti indomiti impilati in fretta.


twitter.com/strelnik:

    Sinfonia antartica: Disperati allo specchio →

    sinfoniantartica:

    Si vede da lontano che sono donne e uomini sbriciolati dalla stanchezza. Bruciati di febbre, infagottati in abiti da civili che coprono ogni traccia di uniforme o gradi, hanno solo voglia - come tutti - di scrollarsi di dosso il prima possibile la sensazione che qualcuno li stia lasciando a piedi…

    — 4 settimane fa con 3 note
    #sinfonia antartica 
    Blood Strawberries: Blood Strawberries by Dina Daskalopoulou →

    Dina’s describing from first hand, the conditions of slavery, the silence of local and official authorities and the organized crime at Manolada.
    (translation by Cyberella)

    bloodstrawberries:

    Translation of the article journalist Dina Daskalopoulou wrote.

    In Ilia the past three years a small economic miracle is occurred while rural economy languishes. With innovative crops, better fruit varieties and european perception upon handling and organizing, the farmers constantly open new…

    — 1 mese fa con 3 note
    #greece  #manolada  #bloodstrawberries 

    zombie80100:

    Dal diario di Gesù Scognamiglio 18/04/2013

    Ho una macchina, è una Audi nera con i sedili di pelle. Quando giro le chiavi nel cruscotto il quadro si illumina con una luce bianca e blu. Se non ci fosse stata l’infezione non avrei potuto permettermi né l’appartamento dove sono adesso, né la macchina, né questi vestiti spettacolari. Con gli zombie la mia vita è migliorata. Sono diventato un borghese. Potranno dire che l’ultimo uomo di Napoli faceva parte della classe media.

    (Fonte: xzombie80100)

    — 1 mese fa con 6 note
    #hotelmessico  #Gesù Scognamiglio  #zombie80100 

    Affluente, “Il sogno della merce”
    (Anfibio Records ‎— Hellnation ‎—  Rebound Action | 2012)

    creative commons video | feat. Jean Baudrillard

    Edited by Strelnik.

    — 1 mese fa con 4 note
    #affluente  #punk  #punk hardcore  #jean baudrillard 
    Lessig Blog, v2: Lesterland: the talk, the eBook & the aBook (as in audio book) →

    lessig:

    image

    Today, the wonderful people at TED release my TED talk. At the same time, we’re releasing an eBook based on the talk. And as an innovation still, if you get the book through the TED platform, you can hear me read the text of the book too. (We’re going to release the audio book (an aBook)…

    — 1 mese fa con 39 note

    efemeron:

    image“The idea of saxophonist/composer John Zorn writing music to accompany a production about vampires has exciting implications. After all, it would seem logical that a man who has, over the past 40 years, helped expand the scope of sounds that can be considered music should be able to craft something truly mind-bending when dealing with such a spooky subject. Surprisingly, however, Zorn has produced a relatively tame score that translates into an accessible album when confronted with the task of writing music for a Polish stage production of Bram Stoker’s Dracula.

    Zorn’s Nosferatu is a generally haunting album, but the composer punctuates the doom and gloom with moments of grandeur, aggression and even outright jazziness. Zorn brings together keyboardist Rob Burger, bassist Bill Laswell and percussionist Kevin Norton to augment his own alto sax and electronics playing on this soundtrack.” (Source)

    — 1 mese fa con 1 nota
    #john zorn  #nosferatu 
    Ico Gattai, “Fegato”, Felici Editore
“C’è, sì, la musica, ma c’è nei suoi aspetti più controversi e spiazzanti, cose di cui si parla malvolentieri fra gli addetti ai lavori e fra i fan, e se lo si fa si fa finta di scherzare, perchè sennò son discorsi che mettono di malumore. Tra le varie: fino a dove si può, ad esempio, parlare di “sincerità” nella musica rock? O per dirla in altro modo, è possibile essere mossi da motivazioni venali ed essere allo stesso tempo sinceri? Cosa si intende davvero per “avercela fatta”? E poi, la liturgia del concerto, sempre più simile a una messa in latino, ha ancora un senso vero e profondo o siamo noi tutti, pubblico e musicisti a desiderare ardentemente che le cose siano in un certo modo, rendendoci vittime di un’illusione speculare?
L’amarissima parabola di un gruppo rock che parte da una piccola città per conquistarsi un pezzetto di storia della musica si interseca con queste e altre tematiche, per intrecciarsi poi in modo malato e con esiti incredibili con l’altro tema principale di questa storia: il risentimento e la frustrazione. Il tutto ambientato in una città piccola, piccolissima, che fa provincia ma è come se fosse di provincia.”(Dalla prefazione di di Massimiliano “Ufo” Schiavelli)

    Ico Gattai, “Fegato”, Felici Editore

    “C’è, sì, la musica, ma c’è nei suoi aspetti più controversi e spiazzanti, cose di cui si parla malvolentieri fra gli addetti ai lavori e fra i fan, e se lo si fa si fa finta di scherzare, perchè sennò son discorsi che mettono di malumore.
    Tra le varie: fino a dove si può, ad esempio, parlare di “sincerità” nella musica rock? O per dirla in altro modo, è possibile essere mossi da motivazioni venali ed essere allo stesso tempo sinceri? Cosa si intende davvero per “avercela fatta”?
    E poi, la liturgia del concerto, sempre più simile a una messa in latino, ha ancora un senso vero e profondo o siamo noi tutti, pubblico e musicisti a desiderare ardentemente che le cose siano in un certo modo, rendendoci vittime di un’illusione speculare?

    L’amarissima parabola di un gruppo rock che parte da una piccola città per conquistarsi un pezzetto di storia della musica si interseca con queste e altre tematiche, per intrecciarsi poi in modo malato e con esiti incredibili con l’altro tema principale di questa storia: il risentimento e la frustrazione. Il tutto ambientato in una città piccola, piccolissima, che fa provincia ma è come se fosse di provincia.”
    (Dalla prefazione di di Massimiliano “Ufo” Schiavelli)

    — 1 mese fa
    #ico gattai  #fegato